Professione osteopata: chi e’, di cosa si occupa, come si forma, dove lavora. Tutto cio’ che vuoi sapere.

Oggi parliamo di tutto ciò che riguarda una figura molto importante nel campo medico sanitario: professione osteopata. Come si diventa osteopata? Che tipo di lavoro svolge questa figura professionale e quando è il caso di affidarsi alle sue cure?

  • Come si diventa osteopata? Che tipo di percorso di studi occorre intraprendere?

Per diventare osteopata bisogna essere già in possesso di un titolo di studio sanitario abilitante (medico chirurgo, fisioterapista o odontoiatra). Il Ministero della Salute, infatti, non rilascia ad oggi un riconoscimento ufficiale che abiliti all’esercizio della professione di osteopata.

Pertanto la formazione di un osteopata in Italia non avviene a carattere universitario ma privato. Il percorso formativo dura 6 anni, in cui si studiano scienze mediche di base come anatomia, patologia, fisiologia, biomeccanica, biochimica, biofisica, embriologia, istologia, neurologia e altre, oltre alle materie strettamente osteopatiche.

  • Di cosa si occupa l’osteopata e che tipo di lavoro svolge?

L’osteopata tratta le lesioni funzionali reversibili: grazie al suo intervento, il corpo può ritrovare il suo equilibrio e la sua armonia. Una volta stabilita l’origine del problema, il terapista svolgerà il suo lavoro, basato soprattutto su tecniche di stimolazione manuale, andando a intervenire su tutte le strutture del sistema locomotore (legamenti, muscoli, fasce, ossa ecc…), viscerale e craniosacrale.

L’osteopatia si basa sul principio secondo il quale tutte le parti del corpo funzionano insieme, integrandosi. Se qualcosa lavora male, tutto il resto del corpo deve compensare questo malfunzionamento, adattandosi a modo suo. Ecco perchè insorgerebbero infiammazioni, dolori e rigidità muscolari.

La professione dell’osteopata ha la caratteristica quindi, di guardare il corpo umano nella sua complessità, non soffermandosi solo a trattare l’area interessata dal problema. Il suo compito è riportare equilibrio ed armonia all’intero essere, mantenendo una concezione olistica nell’approcciarsi al paziente.

  • Quando e’ il caso di affidarsi alla figura professionale dell’osteopata?

Se il vostro corpo vi comunica malesseri quali dolori al collo o alla schiena, alle gambe e alle articolazioni in generale, se avete subito un infortunio durante i vostri allenamenti sportivi, se soffrite di artrite, se avete problemi posturali, potrebbe essere il caso di rivolgervi alla professione dell’osteopata.

L’osteopata farà una prima valutazione anamnestica, ponendo una serie di domande riguardo al vostro stile di vita, agli  atteggiamenti posturali che assumete durante le attività lavorative, a eventuali incidenti, traumi o interventi chirurgici subiti. E’ in questa fase che il professionista valuterà anche se vi sono controindicazioni al trattamento.

Successivamente il terapista che svolge la professione dell’osteopata osserverà il paziente per valutare quali atteggiamenti posturali errati esistono; capirà se ci sono disfunzioni  muscolari o aree di sovraccarico della colonna vertebrale e se esistono atteggiamenti che alterano la buona funzionalità di alcune aree.

Potrà inoltre chiedere di eseguire alcuni movimenti e di valutare, tramite test palpatori, la qualità e l’elasticità dei tessuti,   individuando così anche l’area interessata dal dolore e addirittura parti distanti dal dolore ma che potrebbero esserne la causa.

Verrà infine valutato ed effettuato il trattamento che consiste principalmente in una serie di tecniche manuali atte a ripristinare le corrette funzionalità dell’organismo.

Alla fine del trattamento il paziente verrà rivalutato per osservare progressi e miglioramenti raggiunti.

  • Dove lavora l’osteopata?

L’osteopata può avere un proprio studio privato a appoggiarsi ad altri centri in collaborazione con diverse figure sanitarie.

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